
venerdì, 24 agosto 2007
Time: 08:29
In: cronache
S : "Insomma, ero il druido con cui gioco adesso in D&D, solo che avevo un famiglio diverso, non era un ****, era un leone. E tu ne avevi scaga. E' quello che i master non capiscono: come fai se entri in una città con un leone al seguito, come fai?
D : "Beh, prova a chiedere a S.Girolamo: anche lui aveva problemi del genere..."
damaindaco
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mercoledì, 28 marzo 2007
Time: 10:19
In: i personaggi

La madre diretta discendente della matrona fondatrice della città di Luihaulin'tar, e il padre a comando dell'esercito della stessa.
Fu allevato fin da piccolo all'uso delle armi e a comandare le truppe. E negli anni passati accanto al padre imparò a conoscere e ad affrontare situazioni e pericoli d'ogni genere.
Dal padre, un potente mago-guerriero di nome Liurnol, apprese appieno la fede per Andros, la divinità minore dei maghi-guerrieri, e in lui divenne talmente forte che decise di diventare un suo fedele seguace.
Dopo la morte del padre, ucciso in battaglia contro un gruppo di troll delle caverne, fu elevato al rango di "Comandante Supremo".
Un giorno venne chiamato al tempio del suo dio che si trovava a Shadowdale, e lì arrivato decise che, visto il periodo di "pace" nella sua città, poteva rimanere per un po' lì per rafforzare la sua fede...fino all'arrivo, in una notte di gelido inverno, di una figura a lui conosciuta solamente dai libri di storia: Kalannar Naerth Kalazza.
Sì, il famoso usufruitore, il figliastro del suo dio era lì in carne ed ossa per chiedere il suo aiuto. Lui accettò senza battere ciglio e partì con Kalannar per unirsi alla missione di un gruppo d'eroi...

La Torre di Andros a Shadowdale
loscarlatto
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venerdì, 23 marzo 2007
Time: 12:59
In: cronache, i personaggi
I dragoni rumoreggiavano sugli spalti. Sarebbe stata una sfida eccezionale.
"Alla mia destra la nostra stupenda, inimitabile, grandiosa cantrice di chiara e fulgente fama...Leda, Drago bianco!!"
La folla si espresse in un ruggito d'approvazione che si sentì per diverse miglia. I più scatenati erano una cinquantina di armigeri, che rivendicando il loro diritto a seguire la loro eroina anche nella morte erano riusciti ad arrivare fin lì...mentendo, ovviamente. Nessun non-drago poteva entrare nel Paradiso dei Draghi.
Almeno, si credeva.
"e alla mia sinistra..."
Larhalt Celadon si eresse in tutta la sua altezza, esibendosi nel famoso Sorriso Scintillante che l'aveva reso famoso tra le dame del Faerun...
"Lahralt."
Era troppo per il bardo. Da quando erano arrivati lì si era visto umiliato senza sosta. Aveva sfidato il capo di quella marmaglia e si era ritrovato a sfidare una gnocc...ehm, una cantrice, di cui non aveva mai sentito parlare.
Ma era deciso a uscirne vincitore.
Lasciò che la gnocc...Leda iniziasse i primi insulti nella migliore tradizione bardica, poi attaccò.
(se avete musica vicino, mettete su qualcosa di hip-hop, grazie. NdMaster).
"Qui la sfida parte
sulla medesima arte
anche se il pubblico è di parte
la gente, è cosciente, di ciò che sente
io sono il campione, tu un pretendente,
ti farò così male, ti butto in ospedale,
spezzandoti un dente, per non farti parlare
questo è ciò che penso, il mio dissenso
ad una tale sfida, contro un pagliaccio,
senza senso, è solo un perdente visto
come vincente, ma ora il pubblico
è latitante, è questo che intendo
ora ti stendo, e questo è logico
perchè io rinasco, come l'animale mitologico,
lo stile mi si addice, non hai capito?
mi riferisco all'araba fenice, ti lascio
una cicatrice, nell'onore, in questa sfida
sarò senza cuore
sarò il tuo untore
quindi io sarò celebre,
torna a casa, almeno a salvare le vertebre.
Non conosco paura, ti cucio punti di sutura
e pretendo rispetto, che ora lo affetto.
Ascolta, sei solo un pagliaccio, mentre
io ora ho lasciato i dubbiosi di ghiaccio."
(...continua...)
loscarlatto
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mercoledì, 21 marzo 2007
Time: 18:27
In: recensioni, testi storici

Titolo: Iconologia
Autore: Cesare Ripa
Editore: Tea
Data di Pubblicazione: 1992
ISBN: 8878192694
Pagine: 560
Argomento: arte e simbolismo
Uno dei testi più famosi e più usati nell'ambito dell'iconografia, raccoglie un vasto repertorio di "personificazioni" di vizi, virtù, stagioni e altri aspetti della vita e della civiltà; le illustrazioni sono quelle originali del Cavalier d'Arpino.
Utilissimo al master per presentare enigmi sotto forma di immagini (quadri o statue) ai giocatori, che dovranno interpretarne i simboli per giungere alla soluzione.
E' facilmente reperibile nelle biblioteche pubbliche.
Voto: *****
loscarlatto
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venerdì, 02 marzo 2007
Time: 18:56
In: i personaggi

Capelli rossi, scuri, che cadono a boccoli su abiti solitamente verdi o grigi. Occhi verde chiaro e orecchie leggermente a punta, qualche lentiggine sugli zigomi che rivela il mio sangue misto.
A volte mi guardo indietro e mi sembra di aver vissuto mille vite.
Per quel che mi ricordo, sono cresciuta nelle colline che circondano Silverymoon. I miei genitori erano umani...mi rivelarono di avermi trovata neonata nella foresta, senza niente che rivelasse da dove provenivo.
Quando appena adolescente rivelai un talento inaspettato per la magia, non potei studiare nelle grandi Torri. La mia famglia riusciva appena a sopravvivere, con altri cinque figli da allevare, e venni affidata alla vecchia Mari, la fattucchiera di paese.
Sorrido. Mi deve aver visto come un pericolo per lei e per il suo ruolo, visto che invece di insegnarmi cosa deve sapere un mago mi fece diventare la sua sguattera.
Tutto cambiò il giorno in cui al villaggio arrivarono dei chierici. Erano molto diversi da quelli che avevamo visto fino a quel momento. I chierici di Chauntea e quelli di Mielikki facevano sì che il terreno fosse fecondo e le foreste sicure...quelli no.
Erano anni difficili, anni di siccità e carestia. Questi nuovi sacerdoti imputavano ciò ai maghi, alla perversione che secondo loro facevano delle leggi della natura.
Non tardarono molto ad arrivare a noi. Mari semplicemente non la vidi più, mentre io fui tenuta a lungo segregata e torturata. Perchè su di me avevano trovato dei segni che mi qualificavano come malvagia, non solo le orecchie a punta (che da quel momento tenni accuratamente nascoste sotto i capelli) ma anche misteriosi tatuaggi nero-argentei che erano comparsi sulla mia schiena.
Ad un certo punto mi portarono nella piazza, e vidi i miei genitori e i miei fratelli e sorelle orribilmente torturati di fronte ad un pubblico fanatico ed esultante.
Io ero il pezzo forte della festa.
Ero legata ad un palo, con le fiamme che si levavano già alte intorno a me.
Ciò che successe non lo so ancora. Quando mi risvegliai, ero distesa faccia a terra nella cenere, sana, viva, ma intorno a me c'erano solo cadaveri, orribilmente bruciati e mutilati.
Fuggii, vivendo di espedienti e del poco di magia che sapevo, finchè non mi aggregai ad un gruppo di avventurieri, molto prima di conoscere i miei attuali compagni. Non avrei mai immaginato cosa sarei potuta diventare finchè non incontrai il mio shalafi, il mio maestro, Kalannar Naerth Kalazza.
Un mezzo drow che insegna ad una mezzelfa...non penso di essere stata un'allieva molto diligente, per la verità. Le mie paure mi hanno sempre bloccata, finchè per combatterle non sono diventata una Veste Nera, rischiando di essere consumata dalla rabbia...
A costo di essere retorica, fu il destino a salvarmi.
Sono stata scelta da Domitilla per essere il suo Cavaliere. Un Cavaliere del Drago, per salvare la loro razza e il Faerun intero!
E come se non bastasse, assieme a questo è arrivata finalmente la verità sulle mie origini.
Al centro delle terre degli elfi si ergeva un albero, l'Eterea, pilastro portante della società del Popolo Antico e allo stesso tempo sigillo del portale tra le terre dei demoni e il Faerun.
Le Guardiane dell'Eterea erano di solito scelte dall'albero tra la più alta nobiltà elfica, generazioni dopo generazioni.
Finchè, tra lo stupore di tutti, il sacro albero non scelse l'essere più umile che esistesse tra loro: una sanguesporco, una sguattera di nome Estel.
Quando durante la Guerra dei Fulmini la razza elfica venne sterminata, l'Eterea ormai morente usò tutto il suo potere per racchiudere al suo interno la guardiana, facendola poi risvegliare da un mezzodrow quando fosse stato di nuovo bisogno di lei.
Nessuno sa perchè l'Eterea lo fece. Forse per darle una vita migliore di quella che l'aveva vista lottare contro i suoi simili.
Almeno, spero sia stata migliore.
Ora, con la Compagnia del Tempo (diventata ormai la Compagnia del Drago), tutto questo sembra un ricordo sbiadito, anche se la mia Torre è sempre lì - cristallo viola e argento, spine e pietra nera- a ricordare i miei passati. Vivo per incrementare al massimo il mio potere magico, nonostante a tutt'oggi sia fragile tanto che Stark, Calimar, Aethelmed e Ober mi hanno salvato diverse volte la vita. Loro sono la mia famiglia, nonostante a volte sembri che tra di noi ci sia solo rispettoso distacco. Sopratutto nei confronti di Lahralt, il nostro bardo, che nonostante la sua spacconeria mi ha dedicato una delle ballate migliori che il Faerun ricordi: e nonostante questo, non posso guardare nessuno di loro senza che brividi di terrore attraversino i miei occhi dalle pupille di clessidra.
damaindaco
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domenica, 25 febbraio 2007
Time: 13:38
In: i personaggi, i giocatori
Amati Lettori, credete davvero che in questa compagnia non esistano persone egocentriche, insopportabili, egomaniache, narcisiste e altezzose? Ovvio, perchè devo ancora presentare il mio personaggio, ma iniziamo prima dal creatore: Me. Mi chiamo Andrea, ho 17 anni, vivo a Venezia, e sono uno studente in un istituto Biologico, Terzo anno ( poichè ne ho perso uno T.T, mi hanno inc.. si può dire vero?<.<" ) Ad ogni modo, ora lo studio sta procedendo piuttosto bene. Ma cercando di fuoriviare l'argomento, considerando che mi fa star male il solo parlarne, preferisco inidirizzare il discorso su temi che mi aggradano di piu, come le mie passioni ed i miei Hobby. E' Palese dire che vi è D&D, ma è anche vero che non è l'unico. Sostanzialmente sono un amante del Cinema, il mio genere preferito è L'Horror, ma adoro anche tutti i film di Quentin Tarantino.Inoltre amo le arti marziali, infatti fino a l'altr'anno ero un Judoka, ma ora ho smesso per ragioni che non sto qui a spiegarvi. (ora non sto praticando sport, ma mi tengo in allenamento come posso andando in palestra.) Sono un Amante anche dei Libri Fantasy, di Dante e di Pirandello. Ma ora passiamo al mio Personaggio, eh?:P Larhalt Celadon è un Bardo, di una bellezza fatale [Carisma 22 uhuhuh] divenuto Irda per sua volontà. E' un uomo giovane, snello e ben formato, un viso effeminato e del lunghi capelli corvini che scendono fino alla base del collo. Anche gli occhi sono neri, ma di un colore più opaco rispetto alla chioma citata sopra. Questo personaggio è piutttosto contraddittorio ed ipocrita, e lo si può suddividere in due atteggiamente e comportamenti, che vengono "risvegliati" in base a ciò che sta accadendo in quel preciso momento. Il Carattere "dominante" lo riveste come un uomo sostanzialmente egoista, altezzoso ed egomaniaco, a tal punto da decidere come trattarti e se risponderti, in base al tuo abbigliamento al tuo modo di parlare. Tende spesso a minimizzare le persone per ingrandirsi e rendersi piu imponente di fronte a chiunque.conosce perfettamente il Galateo, ma lo esercita solamente con persone "al suo pari" ( e secondo lui son ben poche... molto poche..). Il lato nascosto di Larhalt invece, è rappresentato da un ragazzo insicuro, che fa fatica ad esprimere i suoi sentimenti e spesso si fa fuoriviare dalla passione perdendo il controllo di se stesso e della sua ragione Difficilmente si noterà la differenza di quando Larhalt assumerà queste spoglie, per il semplice fatto che è lui per primo a non volerle mostrare, poichè si vergogna di ciò che è davvero, di come è davvero, e per tale ragione, ha un atteggiamento così forte e rude, quasi intimidatorio, specialmente a chi è piuttosto sensibile o vulnerabile sulla propria integrità morale. :\ credo di aver parlato anche troppo. spero che loScarlatto o Damaindaco non mi uccideranno per questo.Quindi è meglio che scappi. taptaptaptap...
Corri Larhalt , Corri.
Nota del Master: a causa di un duello bardico compiuto davanti ad un pubblico di Anime di Draghi di tutti i tempi, il suddetto Lahralt si ritrova attualmente con un sigillo d'argento che una volta spezzato gli donerà dei poteri. Il problema è che questo sigillo è a forma di CIUCCIO!
L'effetto è più o meno questo...
Adobe
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domenica, 18 febbraio 2007
Time: 11:47
In: recensioni, testi storici
Titolo: Flos duellatorum in armis, sine armis equester et pedester
Autori: De Liberi Fiore, Rapisardi Giovanni
Editore: Seneca Edizioni
Data di Pubblicazione: 2005
Collana: Gladiatoria
ISBN: 8889404167
Pagine: 208
Argomento: combattimento con armi e senza
Il Flos Duellatorum e' uno dei primi trattati storici pervenutici direttamente dal periodo medioevale prerinascimentale che tratta in specifico l'arte del combattimento, della scherma e della difesa personale armata, disarmata, pedestre ed equestre. L ' autore e' Fiore dei Liberi di Premariacco, maestro di scherma tradizionale, nato a Cividale del Friuli d' Ostria (Udine) sulle sponde del fiume Natisone. La data della sua nascita e' incerta, ma poiche' esso stesso afferma, nel momento in cui scrisse il Fior di Battaglia (1409-1410) di praticare da piu' di 50 anni, si puo' dedurre con un buon margine di certezza che esso sia nato tra il 1340 ed il 1350. Poco sappiamo di Fiore dei Liberi e quel poco che conosciamo ci viene indicato da lui stesso nel prologo del suo trattato. Di nobile ma non facoltosa famiglia originaria di Premariacco, Fiore fin da giovanissimo prese parte a varie contese nella sua cittadina, ragion per cui imparo' ben presto l'arte della spada, segnando cosi' il suo destino. Ben presto Fiore capi' che per uno schermidore non bastavano il coraggio e l'ardimento ma occorreva anche una conoscenza approfondita di un certo numero di tecniche, piu' tecniche si conoscevano e piu' possibilita' di rimanere in vita esistevano. Divenne uno dei maestri piu' seguiti dell'epoca e fu assoldato da varie ed importatnti famiglie. Il trattato propone tecniche e strategie con svariate armi (spada, daga, spada a due mani, bastarda, pugnale e lancia) ma anche un certo numero di tecniche di difesa personale corpo a corpo e disarmato contro daga. Infine, viene trattato in modo molto succinto anche il combattimento con la lancia a cavallo. Rimane a tutt'oggi un documento inestimabile e dimostrativo delle italiche tradizioni marziali.
Testo tratto da www.hapkido.it
Voto: *****
loscarlatto
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domenica, 18 febbraio 2007
Time: 11:27
In: recensioni, testi storici
Titolo: I mille anni del Medioevo
Autore: Piccinni Gabriella
Editore: Mondadori
Data di Pubblicazione: 1999
ISBN: 8842493554
Pagine: 496
Argomento: storia medievale
Un ottimo testo di base, che tratta in ordine cronologico tutti i principali avvenimenti in modo chiaro e preciso. Molto scorrevole e comprensibile, grazie anche agli elenchi "punto per punto" che consentono un quadro chiaro della situazione.
Voto: *****
damaindaco
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domenica, 18 febbraio 2007
Time: 11:10
In: testi storici
Cliccando sul titolo potrete leggere la nostra recensione!
Titolo: I mille anni del Medioevo
Autore: Piccinni Gabriella
Editore: Mondadori
Data di Pubblicazione: 1999
ISBN: 8842493554
Pagine: 496
Argomento: storia medievale
Titolo: Guardaroba medievale. Vesti e società dal XIII al XVI secolo
Autore: Muzzarelli M. Giuseppina
Editore: Il Mulino
Data di Pubblicazione: 1999
ISBN: 8815071288
Pagine: 384
Argomento: vestiario e relativo commercio
Titolo: Flos duellatorum in armis, sine armis equester et pedester
Autori: De Liberi Fiore, Rapisardi Giovanni
Editore: Seneca Edizioni
Data di Pubblicazione: 2005
Collana: Gladiatoria
ISBN: 8889404167
Pagine: 208
Argomento: combattimento con armi e senza
Titolo: Battaglie. I conflitti, i grandi condottieri, le armi, i campi di battaglia in cinque millenni di storia.
Autore: Grant R. G.
Editore: Mondadori
Data di Pubblicazione: 2006
ISBN: 8837041950
Pagine: 360
Argomento: storia militare
Titolo: Iconologia
Autore: Cesare Ripa
Editore: Tea
Data di Pubblicazione: 1992
ISBN: 8878192694
Pagine: 560
Argomento: arte e simbolismo
loscarlatto
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sabato, 10 febbraio 2007
Time: 11:39
In: i personaggi, i giocatori
Ciao io sono Marco,vivo a Venezia e svolgo uno dei lavori più rappresentativi della mia città, ho molte passioni tra le quali: IL GIOCO DI RUOLO. Infatti nell'altra vita,su D&D, sono un mezz'orco guerrriero di nome STARK rinnegato sia dagli umani che dagl' orchi per il mio sangue sporco. Sono cresciuto girovagando nelle terre del FAERUN,costretto ad arrangiarmi ho dovuto imparare sin da subito l'arte del combattimento in maniera tale da soppravvivere alle avversità che mi trovavo di fronte.Un giorno il fato fece in modo di farmi incotrare con delle persone che poi son divenute la mia compagnia e allo stesso tempo la mia famiglia. Quando il nostro gruppo si solidificò ci venne spiegato il ruolo che dovevamo intraprendere e nesssuno ma propio nessuno di noi si poteva aspettare una cosa simile...............................CI AFFIDARONO DEI DRAGHI,dando vita così alla COMPAGNIA DEL DRAGO Il mio DRAGO,o meglio fratello,si chiama AELYUS....e la gente mi ricorda come CAVALIERE DEL DRAGO BIANCO................... Grazie a mio fratello ho imparato molto infatti il mio mezz'orco guerriero non ha niente a che fare con i soliti guerrieri spacca tutto,bensì cerca sempre di imparare cose nuove!!!!!!!!!!!!! immagine di Mathieu Lauffray, da www.lauffray.com. Tutti i diritti riservati.

starklord
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La Compagnia è formata da sette persone, sei giocatori e un Dungeon Master. Ognuno di noi fa lavori diversi, c'è chi è commerciante e chi è bibliotecaria, ecc. Accomunati da un'unica passione, una sera a settimana ci troviamo attorno ad un tavolo, per vivere epiche avventure e grandi risate.
1) Il master ha SEMPRE ragione.
2) Una rissa in locanda sistema sempre tutto.
3) La morosa del master può fare cose innominabili, ma non lo convincerà a rivelare i suoi piani.
MAI.
Però può sempre provarci.
-> Paladino di Shar: "SACCHEGGIO MASSIMIZZATO!"
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